Dott. Ettore Somma - Ortopedia

Attività Clinico Chirurgica

Negli ultimi anni della propria attività professionale il Dott. Somma si è interessato sempre di più al trattamento della condropatia, dell’artrosi e dell’instabilità del ginocchio in particolare.


Condropatia

La condropatia è la patologia che individua la sofferenza della cartilagine articolare, del ginocchio, dell’anca, della caviglia, della spalla, etc. per cause dismetaboliche, condromalacia, per cause traumatiche esiti di traumi importanti, come di piccoli traumatismi dovuti alla propria attività di lavoro, hobby o sport, che si manifesta con dolore sordo, gonfiore, scroscio articolare e limitazone della funzione articolare.

Come si cura la condropatia?

La condropatia si cura con

  • Infiltrazioni di acido ialuronico: si eseguono infiltrazioni intrarticolari, una a settimana per 3/5 settimane 2/3 volte l’anno. Nel periodo intervallante si usano integratori della cartilagine per via orale più tecarterapia.
  • JointRep: una tecnica per il trattamento delle condropatie e dell'artrosi.
  • Impianto biologico sostitutivo Chondrotissue®: questa tecnica si esegue in artroscopia e miniopen in anestesia intrarticolare e sedazione, eseguendo nella zona di condropatia, perforazioni alla pridie e utilizzando liquido staminale proveniente dalle stesse applicando nella stessa sede materiale di tipo emostatico che utilizza il liquido staminale ai fini della rigenerazione cartilaginea.
  • Trapianto cellulare autologo Bio Seed-C, tuttavia è una tecnica ormai sostituita da impianti artificiali tipo Chondrotissue® e simili.
  • Altre tecniche sostitutive in artroscopia ed in artrotomia.
  • Il biostimolatore tissutale OSTEOPLUS è un dispositivo medico studiato per uso domiciliare che genera un campo magnetico pulsante a bassa frequenza in grado di aumentare la produzione endogena dei fattori di crescita, in particolare le proteine morfogenetiche (BMP/Po) responsabili della formazione del tessuto osseo, risultando efficace per fratture complesse, ritardi di consolidazione, esiti di chirurgia protesica, pseudoartrosi e osteoporosi inoltre i documentati effetti vascolarizzanti e antalgici dei c.e.m.p. garantiscono un ottimale utilizzo per patologie come necrosi asettiche, algodistrofie, lussazioni, distorsioni, contusioni e reumatismo articolare e trattamento delle condropatie.

Artrosi

L’artrosi è la fase finale della condropatia, l’evento finale di una lenta degenerazione della cartilagine articolare che porta ad una progressiva e dolorosa limitazione articolare con conseguente limitazione della propria qualità della vita.

Come si cura l’artrosi?

Nella prima fase, se effettuata diagnosi precoce, prescriviamo terapie medica, fisiokinesiterapia, infiltrazioni endoarticolari, con cortisone, anestetici, acido ialuronico. Se sono presenti instabilità capsulo legamentose, le stabilizziamo con interventi di plastica legamentosa utilizzando legamenti artificiali LARS. Se sono presenti dismorfismi biomeccanici, in età giovanile cerchiamo di correggerli con osteotomie. In relazione alla patologia articolare, se non è stato possibile ottenere risultati con le tecniche precedentemente descritte, effettuiamo protesi di ginocchio, di anca, di caviglia e di spalla, con tecniche e protesi molto sofisticate e valide. Le statistiche maggiori la abbiamo nella chirurgia protesica del ginocchio.

  • LARS: legamento artificiale utilizzato nella ricostruzione del LCA legamento crociato anteriore. Si impianta in artroscopia. Rispetto alle tecniche tradizionali permette una riduzione delle tempistiche post operatorie di carico e riabilitazione pari a circa il 50%. In merito alla stabilità articolare attenuta, non si riscontrano differenze rispetto alle tecniche tradizionali.
  • Protesi del Ginocchio: quando la condropatia, ovvero la degenerazione cartilaginea, è arrivata allo stadio 4/5, il livello di dolore e rigidità articolare è arrivato al punto in cui solo la protesi può ricreare un’articolazione funzionalmente valida e non dolente. In questi casi si interviene con la sostituzione delle componenti femorali e tibiali degenerate, con componenti protesiche personalizzate in lega metallica (titanio cromo cobalto) tra le quali si inserisce e si impianta un inserto di polietilene che costituirà la nuova cartilagine. Con la protesi si modifica così il dismorfismo articolare, causa della degenerazione artrosica, ricreando un’articolazione funzionalmente valida e non dolente. In realtà la protesi del ginocchio consiste in una sostituzione, ormai non così invasiva come negli anni precedenti, delle superfici articolari femorale e tibiale, correggendo il dismorfismo articolare, causa della stessa artrosi, con all’interno un inserto di polietilene che sostituisci la funzione cartilaginea. Permette quindi di eliminare il dolore, di deambulare già nei giorni successivi all’intervento, per il primo mese con due bastoni canadesi, e via via dal secondo mese in poi liberamente.

Instabilità del ginocchio

Gli esiti di traumi distorsivi del ginocchio che apportano lesioni capsulo legamentose a carico del legamento crociato anteriore (LCA) dei legamenti collaterale mediale e collaterale laterale, insieme a lesioni meniscali e del PAPI e PAPE, portano ad una instabilità del ginocchio con lassità legamentose anteromediali ed anterolaterali che condizionano la vita degli individui per cedimenti del ginocchio e per aumentato range di movimento, a cui consegue l’aumento di usura delle superfici articolari con conseguente iniziale condropatia femoro rotulea tibiale e successiva artrosi del ginocchio definita gonartrosi.

Come si cura l’instabilità del ginocchio?
  • Si cura operando le lesioni meniscali, le lesioni capsulo legamentose ed eseguendo opportuna intensa e qualitativa riabilitazione.
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